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Yolo economy

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Yolo economy

09Set, 2021

Admin - Comments (0) - Lavoro

1. Pensaci dopo alle imposte, prima valuta il business 

In questo articolo di investireoggi.it si tratta la questione dal punto di vista di convenienza economica. secondo Alessandro De Angelis con il passaggio a partita IVA è possibile guadagnare fino al 30% in più rispetto allo stipendio dipendente. sostiene infatti che a fronte di una stessa attività e di uno stesso Importo pagato a partita IVA o lavoratore dipendente c’è una percentuale di guadagno in più per il lavoratore a partita IVA.

nello specifico si riferisce alla partita IVA forfettaria il cui vantaggio è di avere una tassazione al 15% è una soglia massima di fatturato pari a €65.000 all’anno.

LA MIA OPINIONE

Dal mio punto di vista prima di aprire partita IVA e scegliere il regime fiscale, è importante fare una proiezione molto dettagliata.  apparentemente può sembrare molto vantaggioso in regime forfettario, allo stesso tempo potrebbe essere poco indicato per chi ha molte spese di acquisto infatti ad esempio, per questo tipo di partita IVA non è possibile detrarre l’IVA degli acquisti. Non è detto che avendo prospettive ambiziose sia meglio iniziare la propria attività aprendo una partita IVA  con  regime ordinario. Il regime forfettario può essere utile per chi è agli inizi e vuole cominciare a lavorare in maniera indipendente oppure per chi strategicamente decide di voler mantenere un fatturato inferiore a un determinato importo.

Partita IVA o busta paga dipendente? Con il nuovo forfettario 2019 si guadagna fino al 30% in più di Alessandra De Angelis

Foto di Ewan Robertson

2.  Valuta con la tua testa

Questo secondo articolo mette in guardia e cerca di dissuadere chi desidera aprire partita iva, evidenziando tutti i vantaggi dell’essere dipendente rispetto a diventare freelance. La sostanziale differenza sta nel fatto che il lavoratore autonomo è responsabile e determinante verso l’ottenimento di benefici derivanti dall’attività lavorativa mentre il dipendente si deve preoccupare solo di recarsi in ufficio o a lavorare tutti i giorni. Ferie, tasse, permessi, tredicesima, malattia sono per il dipendente erogati direttamente dall’azienda che si preoccupa di pagare le imposte, scalare le ore non lavorate e così via. Quando hai partita Iva invece hai il tuo fatturato e il tuo calendario  da gestire: hai 12 mesi di tempo per fatturare ciò che desideri, tenendo in considerazione che ogni possibile imprevisto, così come il calcolo e il pagamento delle imposte sono completamente a carico tuo.

LA MIA OPINIONE

Credo che in realtà non siano gli aspetti pratici a definire se valga o meno la pena aprire partita iva. la prima domanda da porsi è: “Sono in grado di prevenire e affrontare imprevisti con la sicurezza di avere fatto tutti i conti nel modo giusto? “. Mi sorprendo spesso  quando sento lamentele  circa il pagamento delle imposte, perché essendo queste ultime calcolabili con delle regole ben precise, è possibile prevedere al centesimo tutte le imposte da pagare nel migliore e nel peggiore dei casi. Piuttosto, dedicherei energie  è un pensiero strategico a capire come impostare le modalità di pagamento e come assicurarsi di essere pagati nei tempi corretti. Lavorare o continuare a lavorare con clienti che non rispettano gli accordi equivale a lavorare gratis, poiché il tempo che impiegherai a ottenere il pagamento del dovuto sarà tempo che Erode il tuo margine 

10 motivi perchè non conviene aprire partita IVA di Soldi Oggi

3. Studia imposte e contributi anche se non vuoi

Questo articolo è incentrato sugli aspetti legati alle imposte e contributi previdenziali. in sostanza spiega in maniera  imparziale quali sono le differenze pratiche e quali le modalità di adempimento fiscale e contributivo nel caso del lavoratore subordinato e nel caso di lavoratore autonomo. Altresì sottolinea l’esistenza di contratti collettivi nazionali che definiscono una serie di tutele per il lavoratore subordinato (ad esempio il minimo salariale),a differenza del lavoratore autonomo che guadagnerà secondo quanto riuscirà a produrre nella sua attività lavorativa nell’arco dell’anno.

LA MIA OPINIONE

In questo caso mi viene in mente subito una domanda che è giusto porsi al momento di decidere se aprire partita iva: “sono in grado di prevedere, pianificare e programmare il mio lavoro?”.  La chiave sta proprio nella capacità di avere una visione di insieme che prevede competenze che vanno ben oltre le specifiche competenze tecniche che intendi mettere a disposizione dei clienti. Certo, puoi affidarti a un commercialista, ma questo non significa che non sia necessario entrare nel merito dei risvolti pratici che comporta la responsabilità di avere una propria attività. Il commercialista è un  professionista ch che ti offre un servizio, ma sei tu in prima persona a rispondere per la tua attività in caso di controversie, debiti o accertamenti.

Confronto stipendio dipendente e partita Iva di La legge per tutti

4. Inizia dal business plan. Sempre.

In questo articolo si parla dei pro e i contro con particolare riferimento a stipendio, imposte, contributi, orari, luogo e ferie. Rispetto agli articoli precedenti si pone l’accento su il senso di responsabilità del lavoratore autonomo che può tradursi in svantaggi pratici della vita quotidiana. Secondo una ricerca della Pioneer il lavoratore autonomo dedica più ore della settimana alla propria attività rispetto a un lavoratore subordinato, oltre a rischiare di sacrificare giorni di ferie per mantenere un servizio di qualità verso i proprio clienti. Inoltre condivide una riflessione circa il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), sottolineando come il lavoratore autonomo dovrà essere capace non solo di gestire l’attività, occuparsi delle imposte e dei contributi, ma anche di accantonare delle somme da destinarsi al risparmio o a Fondi previdenziali complementari.

LA MIA OPINIONE

Colgo l’occasione per sostenere con forza la grande importanza che ricopre la creazione di un business plan quanto più realistico possibile, al fine di potersi assicurare un futuro autonomo e sereno. Nel processo di sviluppo del business plan infatti si ragiona in prospettiva su tutti i costi e i ricavi che possono essere generato dall’avvio dell’attività. All’inizio la previsione può intimorire. Allo stesso tempo mostra un’idea chiara del volume d’affari da generare per sostenere l’attività e guadagnare.

Lavoro dipendente o autonomo? I pro e contro di Viking Blog

5. Scegli il commercialista migliore e domanda, domanda, domanda

Nel quinto articolo Massimo Camurri racconta la casistica di un suo cliente che, prima di aprire partita iva, era sempre stato un lavoratore subordinato. Dopo 2 anni di attività, come purtroppo accade spesso, ha capito che stava confondendo il reddito personale con quello dell’attività: errore fatale.

Questa tendenza è motivata dal fatto che chi è abituato ad avere una busta paga, spesso sottovaluta i costi da sottrarre in termini di imposte e contributi e quindi, da imprenditore o freelance non considera le somme da dover versare allo stato ed enti previdenziali, credendo che il reddito aziendale possa considerarsi netto. In realtà è facilmente calcolabile la cifra di cui poter disporre liberamente, l’importante è affidarsi a professionisti che siano in grado di definire queste previsioni.

LA MIA OPINIONE

Credo che questa tendenza a sottovalutare il bilanciamento tra costi e ricavi, sia dettata da una mancanza di formazione che, a mio avviso, andrebbe erogata con obbligatorietà e preventivamente al momento dell’apertura della partita iva. Altresì è fondamentale individuare con anticipo una rosa di commercialisti da incontrare e conoscere, al fine di raccogliere informazioni utili e scegliere il professionista più adatto alle proprie esigenze.

Il commercialista deve essere visto come una figura a supporto dell’azienda e non come un assistente personale del proprio calendario di scadenze. Il lavoratore autonomo dovrà chiedere e fare domande, e il commercialista risponderà.

Lavoro dipendente e partita iva : scopri l’errore fatale che fanno tutti di Matteo Camurri

6. Analizza costi e benefici dei servizi per semplificare l’avvio

Il sesto articolo è di Valeria Oggero. Presenta una panoramica del numero di partita iva esistenti e in particolare dell’aumento di queste ultime in Italia negli ultimi anni, rispetto al resto d’Europa. Spiega brevemente le differenze tra partita iva forfettaria e quella ordinaria, oltre a illustrare la possibilità di avere un contratto di lavoro subordinato e contemporaneamente aprire una partita iva, con le particolari limitazioni. Introduce infine gli strumenti che Amazon mette a disposizione per poter vendere tramite l’e-commerce più grande del mondo.

LA MIA OPINIONE

Il sistema Amazon FBA (Fulfillment By Amazon) permette ad un’azienda neonata di usufruire di un servizio di magazzino, trasporto, vendita e promozione secondo le proprie esigenze, risparmiando i costi di affitto di uno spazio e di personale di magazzino. Esistono poi servizi di creazione, gestione e assistenza di siti vetrina o e-commerce, fino ad arrivare alle assistenti virtuali. Oggi online puoi trovare moltissimi servizi a prezzi contenuti che ti permettono di dedicare maggiore tempo alle attività a valore aggiunto. Certo è importante ricordare che, a differenza della partita iva forfettarie, le partite iva a regime ordinario possono detrarre una parte delle spese sostenute: è fondamentale capire l’ordine di grandezza dei servizi da sostenere per valutare il tipo di partita iva più indicato.

Rivoluzione Partita Iva: addio lavoro dipendente! di Valeria Oggero

7. Decidi secondo il futuro che desideri

In questo articolo sono spiegati tutti i passi per capire secondo la propria situazione se è possibile o meno aprire partita iva in concomitanza con lo svolgimento di attività di lavoro dipendente. Parte dalla valutazione del tipo di azienda per la quale si svolge lavoro subordinato: pubblica o privata. Nel caso di attività lavoro dipendente presso un’azienda privata le uniche limitazioni si riferiscono alla concorrenza: ovvero, ad esempio, è importante che i servizi/prodotti offerti non siano gli stessi proposti dall’azienda per la quale si lavora con contratto subordinato. Per quanto riguarda le aziende della Pubblica Amministrazione invece, è possibile aprire contemporaneamente anche partita iva solo per offrire servizi di docenza e insegnamento in ambito pubblico.

LA MIA OPINIONE

Aprire partita iva contestualmente al lavoro dipendente potrebbe convenire per sondare il terreno dell’attività autonoma, prima di rinunciare alla sicurezza di uno stipendio. Così come potrebbe essere indicato per chi ha impostato un e-commerce e una strategia di marketing e comunicazione che genera vendite automatiche, senza un grosso apporto di operatività. Per chi desiderasse avere contemporaneamente sia l’attività subordinata, sia l’attività autonoma esiste la necessità di valutare realisticamente la suddivisione del proprio tempo in modo da non compromettere la produttività di una o dell’altra. E soprattutto ricordandosi che è fondamentale anche ritagliarsi momenti di riposo e svago.

Lavoro dipendente e partita iva: si può fare? di Federico Migliorini

8. Scopri sharing economy, help to buy e rent to buy

La sostanziale differenza sulla quale si sofferma Lidia Baratta riguarda i vantaggi pratici del lavoratore subordinato al momento di procedere con un acquisto importante. Quando arriva il momento di comprare la macchina con un prestito, accendere un mutuo o firmare un contratto di affitto, sono necessarie delle garanzie. Che sia la banca, il proprietario di casa o la concessionaria è indifferente.Tutti vorranno assicurarsi che tu possa effettivamente pagare con continuità sul medio e lungo periodo. Spesso capita che di fronte ad una partita iva di un lavoratore autonomo, seppur con una rispettosa dichiarazione dei redditi, si renda necessario anche un garante terzo.

LA MIA OPINIONE

Dal mio punto di vista ci sono oggi diverse possibilità per ovviare a questi ostacoli. Nelle grandi città abbiamo servizi di car sharing che permettono di utilizzare e quindi pagare un’auto solo per il tempo che se ne necessita. altre formule per avere un’automobile a disposizione sono i noleggi a lungo termine per i quali si paga una quota mensile che è comprensiva anche di assicurazione cambio gomme tagliandi revisioni ecc. Esistono altri sì  servizi come BlaBlaCar e flixbus, che permettono gli spostamenti in un tempo e a tariffe ridotte rispetto a treni o altri servizi. Per quanto riguarda l’acquisto di una casa  esistono formule di aiuto all’acquisto come help to buy or Rent to Buy. Questi contratti permettono all’acquirente di posticipare nel tempo il vero e proprio rogito quindi il saldo dell’immobile. Nel primo caso è possibile vivere all’interno dell’immobile desiderato, pagando la caparra di acquisto suddivisa in mensilità da concordare. Nel secondo caso si paga un affitto per un periodo concordato prima del passaggio di proprietà, e al momento del saldo una quota parte dell’affitto verrà scalata dalla somma totale dell’immobile. Queste modalità sono perfette per chi ha la necessità di maggiore tempo per raccogliere una somma di denaro, per ottenere un mutuo o per vendere un altro immobile di proprietà e ottenere così la liquidità necessaria per l’acquisto del nuovo immobile.

Scontro di contratti Partite Iva o dipendenti? Sorpresa: il mercato del lavoro non è più diviso in due di Lidia Baratta

Foto di Shridhar Gupta

9. Scegli la vita che desideri vivere

Ho trovato questo articolo sintetico ed esaustivo allo stesso tempo. Dopo tutte le valutazioni oggettive Tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, Presenta i vantaggi di avere una partita IVA. principalmente sono tre:

  1. Autonomia nella gestione e nelle decisioni. 
  2. Tassazione fiscale molto bassa (nel caso di regime forfettario)
  3.  Possibilità di lavorare ovunque desideri, casa, dall’estero, in campagna, al mare, ecc.


LA MIA OPINIONE

Si tratta di una scelta di vita e non una semplice scelta di lavoro. infatti che apre partita IVA decide di dare la priorità alla libertà. i vantaggi sopra indicati permettono a chi diventa lavoratore autonomo di poter gestire la propria vita Come desidera. Ciò non significa che sia solo tempo libero, bensì che con una pianificazione adeguata e una proiezione realistica è possibile liberarsi dal vincolo di dover lavorare 8 ore, in un luogo specifico e dovendo giustificare le proprie assenze o necessità (permessi e ferie). In tal caso il tuo tempo smette di essere nelle mani del datore di lavoro, e la tua vita privata non si riduce più solo alle ore che avanzano prima e dopo il lavoro, bensì è a tua disposizione per essere vissuta al meglio.

Lavorare con Partita IVA: diritti, vantaggi e svantaggi di Fiscozen

10. Decidi, pronti e via

In quest’ultimo articolo della mia selezione si parla dei principali step da affrontare quando si opta per dare le dimissioni da lavoratore subordinato. La prima regola è assicurarsi di non avere particolari vincoli contrattuali che possano pregiudicare la nascente attività come lavoratore autonomo. La seconda invita a lavorare fino all’ultimo giorno concordato come sempre e al meglio. Dopodichè ci sono 3 passaggi fondamentali legati alla nuova attività: imporsi una disciplina, fare molta attenzione agli aspetti fiscali e definire una strategia per capire quando potrai dedicarti solamente al nuovo business, assicurandoti una sicurezza finanziaria.

LA MIA OPINIONE

Credo che questa breve guida ponga l’accento sui macro punti da valutare prima di decidere se aprire partita iva o se dare le dimissioni. La valutazione dell’attuale contratto subordinato è il punto di partenza, insieme alle considerazioni di carattere soggettivo, quali: ambiente di lavoro, soddisfazione personale, condivisione di valori, possibilità di crescita ecc. Dopodichè è importante valutare le possibili alternative: cambiare azienda, cambiare settore, aprire partita iva, diventare socio di qualcuno, lasciare tutto e aprire il “famoso” chiosco in spiaggia, ecc. Si tratta di una scelta importante, che cambia la vita lavorativa e la vita privata: è fondamentale dedicare tutto il tempo necessario per informarsi nel migliore dei modi, circa la prospettiva futura. Fare un passaggio da dipendente a lavoratore autonomo con poco approfondimento, potrebbe rivelarsi la scelta peggiore della tua vita. Informati, informati, informati, anche se i tempi rischiano di dilungarsi.

Passare da dipendente a partita IVA: 5 consigli per gestire la transizione e mettersi in proprio di Alice 

Conclusioni

Ecco la lista dei 10 motivi fondamentali per valutare attentamente l’apertura di partita iva, senza avere sorprese dopo e rischiare di pentirsi.

  1. Pensa dopo alle imposte, prima valuta il business: valuta bene il tuo business, i prodotti/servizi, quanto puoi generare dalla loro vendita.
  2. Valuta con la tua testa: approfondisci tutte le esigenze legate all’attività autonoma e decidi se fa o meno per te. 
  3. Studia imposte e contributi anche se non vuoi: puoi rivolgerti ad un commercialista per la gestione degli aspetti contabili e fiscali, ma è importante anche sapere con esattezza quanto incideranno prima di avviare la tua attività.
  4. Inizia dal business plan. Sempre. Solo dopo la redazione del business plan potrai davvero decidere se valga o meno la pena aprire la tua partita iva.
  5. Scegli il commercialista migliore e domanda, domanda, domanda. È una risorsa preziosa, ma  deve essere sostituire
  6. Analizza costi e benefici dei servizi per semplificare l’avvio
  7. Decidi secondo il futuro che desideri
  8. Scopri sharing economy, help to buy e rent to buy
  9. Scegli la vita che desideri vivere
  10. Decidi, pronti e via

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